Preventivo mutui residenziali: guida, informazioni

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Tasso fisso, variabile o misto: qual è il migliore?

Quando decidiamo di richiedere un mutuo, ovvero un finanziamento attraverso cui possiamo acquistare la nostra casa, dobbiamo essere a conoscenza del tipo di tasso applicato sulle tasse di rimborso finanziamento.
Da ormai molto tempo, abbiamo delle opzioni che congiungono tassi di interesse, creando una sorta di formula mista. Anche se il tasso quello più usato, ovviamente per la sua comodità e senso di stabilità, è quello fisso. Questo significa che la rate del mutuo a fine mese, mantiene il medesimo tasso d’interesse per tutta la sua durata. Il tasso fisso come si calcola? Semplice, viene dedotto e stabilito al momento della stipula del contratto di mutuo. Tutto deve essere assolutamente a norma di legge.

Con il tasso variabile invece, la rata del mutuo subirebbe delle alterazioni di importo in base al flusso di mercato, quindi non sapremo con certezza quanto andremo a pagare tutti i mesi. In particolare il tasso variabile è connesso all’Euribor, quindi ad un tasso che sale o scende. C’è da sottolineare che il tasso interbancario di riferimento viene sempre stabilito dalla Federazione Bancaria Europa.

Il mutuo erogato a tasso misto: vantaggi e caratteristiche

Per quanto riguarda invece il mutuo erogato a tasso misto, questo prevede invece una modifica del tasso d’interesse da fisso a variabile, o l’esatto contrario, che avviene durante la durata del mutuo. In base alle condizioni concordate all’interno del contratto, avverrà questo cambiamento di tasso. Per esempio possiamo decidere se incominciare a pagare le rate del mutuo con un tasso fisso e sostituirlo poi con uno variabile, oppure viceversa. Di solito il cliente, ha diritto di scegliere l’importo della rata con tasso fisso in un lasso di tempo, che va dai 2 ai 5 anni. Scaduta questa tempistica, allora andrà a cambiare il tasso di interesse.

Rata costante con tasso variabile

Una formula singolare di mutuo, è rappresentata da una tipologia di mutuo a rata costante con tasso variabile. Dove in pratica l’importo delle rate mensili da rimborsare si mantiene inalterato per tutta la durata del finanziamento. Tuttavia, in base all’andamento di mercato con il rialzo o ribasso dei tassi di interesse, in questo tipo di mutuo rimane fissa la scadenza del prestito. Si tratta di un ottimo compromesso, il quale ci permette di avere sicurezza in merito all’importo della rata che andremo a pagare. Però i tassi restano connessi all’andamento di mercato: quindi nel momento in cui le condizioni sono favorevoli, l’importo della rata diminuirà; se invece saranno sfavorevoli ecco accade il contrario.

Cosa serve per richiedere un mutuo, preventivi e requisiti

Per richiedere un mutuo, bisogna in primis fare un preventivo che ci aiuti a capire effettivamente come muoverci per il rimborso delle rati e le tempistiche. Per richiedere un mutuo casa e arrivare alla stipula del contratto con la Banca, bisogna presentare a quest’ultima dei requisiti reddituali che fungano da garanzia per la restituzione del finanziamento. Nel caso fosse indispensabile o necessario, la Banca può richiedere la presenza di un garante. La valutazione della fattibilità della richiesta, avviene attraverso una procedura di analisi di tutta la documentazione proposta dal richiedente e cliente. Di solito, gli Istituti di credito o Banche, chiedono una parte di documenti sulla persona ed altri che si riferiscono agli introiti annuale e mensili. Per quanto riguarda quindi i documenti anagrafici e reddituali abbiamo:

  • Carta d’identità e codice fiscale;
  • Certificato contestuale (residenza e famiglia);
  • Permesso di soggiorno se siamo stranieri;
  • Possibile omologa di separazione o sentenza di divorzio;
  • Estratto dell’atto di matrimonio se sposati;
  • Documenti reddituali accertanti il tipo di lavoro e gli introiti mensili;
  • Ultime due buste paga per la categoria dei lavoratori dipendenti o cedolino della
  • pensione se siamo pensionati;
  • CUD o 730, quindi dichiarazione dei redditi;
  • Ultimi due modelli unici e modello F24;
  • Ultimo estratto conto corrente;
  • Documenti immobile;
  • Proposta d’acquisto o preliminare;
  • Atto di provenienza;
  • Planimetria catastale;
  • Concessione edilizia.

Cosa sono i mutui residenziali e cosa bisogna sapere?

I mutui residenziali, rappresentano tutti quei finanziamenti pensati per acquistare un immobile, generalmente la prima casa. Ma ci sono dei requisiti particolari che dobbiamo possedere. Ovvero la Banca prende in considerazione:

  1. Situazione reddituale: infatti il finanziamento valutato nella sua fattibilità a partire dall’analisi dettagliata della situazione finanziaria del cliente. Bisogna essere in grado di mostrare quindi un contratto di lavoro stabile e continuativo, accertando alcuni introiti, che fungono da garanzia per il rimborso del debito;
  2. Affidabilità e credit score del cliente: la Banca non compie un’analisi solo sulla nostra situazione lavorativa, ma creditizia da un punto di vista prettamente finanziario. Questo significa che si preoccupa di visionare il nostro credit score, se negativo, in quanto risultiamo presso un’altra Banca cattivi pagatori, allora possiamo dimenticare l’accettazione della domanda. I nostri dati vengono infatti girati di Banca in Banca, per preservare l’integrità dell’istituto creditore. Esistono poi altri elementi, i quali vengono considerati durante la fase istruttoria, come ad esempio l’età del richiedente, la presenza di altre garanzie. Infine quella che verrà anche richiesta è la famosa perizia dell’immobile, finalizzata a stimare l’effettivo importo del mutuo che deve essere concesso.

I documenti da presentare per il mutuo residenziale

Se ci rechiamo presso i siti di ciascuna Banca, possiamo visitare le aree dedicate ai prestiti e mutui, di modo da avere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Infatti la documentazione pe la richiesta potrebbe, anche se di poco variare. In ogni caso, a questo tipo di mutuo, come abbiamo accennato possono accedere tranquillamente dipendenti con contratto a tempo indeterminato oppure no. Anche i lavoratori autonomi e liberi professionisti con partita Iva, e pensionati, possono accedere al credito. Ovviamente il tipo di documentazione può variare sia di poco che di molto, in base alla categoria di appartenenza. Basta che avere i requisiti adatti ed il gioco è fatto. Comunque sia possiamo dire che, la documentazione generalmente richiesta, per un mutuo residenziale è la seguente:

  • Documento di identità valido;
  • Codice fiscale presente sulla tessera sanitaria;
  • Dichiarazione dei redditi;
  • Ultime buste paga oppure cedolino della pensione;
  • Compromesso di vendita dell’immobile;
  • Planimetria dell’abitazione;
  • Copia dell’atto di acquisto.